Caro Diario

Fai il bambino!

Gita in bici alla vicina Oasi La Rizza

Gita in bici alla vicina Oasi La Rizza

Quando il bambino era bambino,
camminava con le braccia ciondoloni,
voleva che il ruscello fosse un fiume,
il fiume un torrente
e questa pozzanghera il mare.

Quando il bambino era bambino,
non sapeva di essere un bambino,
per lui tutto aveva un’anima
e tutte le anime erano un tutt’uno.

Quando il bambino era bambino
non aveva opinioni su nulla,
non aveva abitudini,
sedeva spesso con le gambe incrociate,
e di colpo si metteva a correre,
aveva un vortice tra i capelli
e non faceva facce da fotografo.

Quando il bambino era bambino,
era l’epoca di queste domande:
perché io sono io, e perché non sei tu?
perché sono qui, e perché non sono lì?
quando comincia il tempo, e dove finisce lo spazio?
la vita sotto il sole è forse solo un sogno?
non è solo l’apparenza di un mondo davanti al mondo
quello che vedo, sento e odoro?
c’è veramente il male e gente veramente cattiva?
come può essere che io, che sono io,
non c’ero prima di diventare,
e che, una volta, io, che sono io,
non sarò più quello che sono?

Quando il bambino era bambino,
si strozzava con gli spinaci, i piselli, il riso al latte,
e con il cavolfiore bollito,
e adesso mangia tutto questo, e non solo per necessità.

Quando il bambino era bambino,
una volta si svegliò in un letto sconosciuto,
e adesso questo gli succede sempre.
Molte persone gli sembravano belle,
e adesso questo gli succede solo in qualche raro caso di fortuna.

Si immaginava chiaramente il Paradiso,
e adesso riesce appena a sospettarlo,
non riusciva a immaginarsi il nulla,
e oggi trema alla sua idea.

Quando il bambino era bambino,
giocava con entusiasmo,
e, adesso, è tutto immerso nella cosa come allora,
soltanto quando questa cosa è il suo lavoro.

Quando il bambino era bambino,
per nutrirsi gli bastavano pane e mela,
ed è ancora così.

Quando il bambino era bambino,
le bacche gli cadevano in mano come solo le bacche sanno cadere,
ed è ancora così,
le noci fresche gli raspavano la lingua,
ed è ancora così,
a ogni monte,
sentiva nostalgia per una montagna ancora più alta,
e in ogni città,
sentiva nostalgia per una città ancora più grande,
ed è ancora così,
sulla cima di un albero prendeva le ciliegie tutto euforico,
com’è ancora oggi,
aveva timore davanti a ogni estraneo,
e continua ad averlo,
aspettava la prima neve,
e continua ad aspettarla.

Quando il bambino era bambino,
lanciava contro l’albero un bastone come fosse una lancia,
che ancora continua a vibrare.

Peter Handke


esplode lo spettacolo

tra

tramonto al Cucco

Sapete, è geniale questa cosa che i giorni finiscono. E’ un sistema geniale. I giorni e poi le notti. E di nuovo i giorni. Sembra scontato, ma c’è del genio. E là dove la natura decide di collocare i propri limiti, esplode lo spettacolo. I tramonti.
Alessandro Baricco


Ground Control to Major Tom … !!

sonda

Ciambella … spaziale !!!


Prestami la siepe!

20marzo2018

20marzo2018

Nulla è in regalo,
tutto è in prestito.
Sono indebitata fino al collo.
Sarò costretta a pagare per me con me stessa,
a rendere la vita in cambio della vita.

Wislawa Szymborska


La colazione è importante!

15marzo18

Le giornate dovrebbero iniziare con un abbraccio, un bacio, una carezza e un caffè.
Perché la colazione deve essere abbondante.

Charles M.Schulz


Guarda in alto

6 ottobre

Il cielo visto dal Cucco

Ricordatevi di guardare le stelle e non i vostri piedi.
Per quanto difficile possa essere la vita, c’è sempre qualcosa che è possibile fare e in cui si può riuscire.
Stephen Hawking


don’t worry

con le mani...

“Don’t worry about a thing
Because every little thing is gonna be alright
Singing: “Don’t worry about a thing
Because every little thing is gonna be alright!”

Rise up this morning
Smiled with the rising sun
Three little birds
Pitch by my doorstep
Singing sweet songs
Of melodies pure and true
Saying, “This is my message to you”
[Chorus 1]
“Don’t worry about a thing
Because every little thing is gonna be alright
Singing: “Don’t worry about a thing
Because every little thing is gonna be alright!”

Rise up this morning
Smiled with the rising sun
Three little birds
Pitch by my doorstep
Singing sweet songs
Of melodies pure and true
Saying, “This is my message to you”

“Non preoccuparti di nulla
Perché ogni piccola cosa andrà bene
Canto: “Non preoccuparti di nulla
Perché ogni piccola cosa andrà bene! ”

Alzati questa mattina
Sorriso con il sole che sorge
Tre piccoli uccelli
Cinguettano alla mia porta
Cantando canzoni dolci
Di melodie pure e vere
Dicendo: “Questo è il mio messaggio per te”

“Non preoccuparti di nulla
Perché ogni piccola cosa andrà bene
Canto: “Non preoccuparti di nulla
Perché ogni piccola cosa andrà bene! ”

Alzati questa mattina
Sorriso con il sole che sorge
Tre piccoli uccelli
Cinguettano alla mia porta
Cantando canzoni dolci
Di melodie pure e vere
Dicendo: “Questo è il mio messaggio per te”

Bob Marley


L’attenzione del giardiniere

21 aprile

Vista dell’agriturismo il cucco

 

Ogni essere umano, nel corso della propria esistenza, può adottare due atteggiamenti: costruire o piantare.
I costruttori possono passare anni impegnati nel loro compito, ma presto o tardi concludono quello che stavano facendo.
Allora si fermano, e restano lì, limitati dalle loro stesse pareti.
Quando la costruzione è finita, la vita perde di significato.
Quelli che piantano soffrono con le tempeste e le stagioni, raramente riposano.
Ma, al contrario di un edificio, il giardino non cessa mai di crescere.
Esso richiede l’attenzione del giardiniere, ma, nello stesso tempo, gli permette di vivere come in una grande avventura.
Paulo Coelho


Dov’è che si prende, dov’è che si dà

dito

Vorrei seguire ogni battito del mio cuore
Per capire cosa succede dentro e cos’è che lo muove
Da dove viene ogni tanto questo strano dolore
Vorrei capire insomma che cos’è l’amore
Dov’è che si prende, dov’è che si dà.

Lucio Dalla (Le Rondini)


2 marzo

Il ristorante degli uccellini del Cucco

Nevica; l’aria brulica di bianco;
la terra è bianca; neve sopra neve;
gemono gli olmi a un lungo mugghio stanco:
cade del bianco con un tonfo lieve.
E le ventate soffiano di schianto
e per le vie mulina la bufera;
passano bimbi: un balbettio di pianto;
passa una madre: passa una preghiera.

G. Pascoli


Vorrei…

Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti assieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo.
Dino Buzzati


L’arte del regalare

crema ricordo

Perciò mi sembra che si debba coltivare l’arte del regalare anche alle cose belle che ci sono vicine e abituali,
l’amore e la venerazione che riserviamo a quelle lontane e remote.

Hermann Hesse


Perfetto!

scale delle camere del Cucco

Sabra e Maria alla scala delle camere del Cucco

 

Le persone perfette non combattono,
non mentono,
non commettono errori
e non esistono.

Aristotele


E il naufragar mi è dolce in questo mare

siepe

Un tratto di siepe del Cucco

 

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.

G. Leopardi


Perchè un giorno su quel ponte mi fermai a metà…

OPERAISULPONTE

Riparazione del ponte bombardato al Cucco

Qui non è successo niente
e non credo cambierà
e non è colpa della gente
è il cielo grigio che c’è qua
è questa nebbia che confonde
e che ci inghiotte sempre un po’
e con amore ci nasconde
in una parola è il Po
E’ per colpa di quel fiume se io sono ancora qui
perché un giorno c’era un ponte che univa gli argini
mentre adesso questo fiume in fondo è tutto ciò che ho
e tra diecimila anno è sempre qui che aspetterò
Perché in fondo il mare ha un lato
un solo lungo lato blu
e anche lo sguardo più allenato
non può vederne mai di più
mentre chi vive accanto a un fiume
anche se è grande come qui
vede benissimo il confine
e non può credere ai miracoli
E’ per colpa di quel fiume se io sono ancora qua
perché un giorno su quel ponte mi fermai a metà
e quest’aria che mi opprime in fondo è tutto ciò che ho
fino a quando l’altro lato dei miei sogni perderò
Qui non è successo niente
e non credo cambierà
come quest’acqua tra le sponde
non si ferma, ma in realtà
non ha mai cambiato il senso
e del resto come può
a quel mare io ci penso
ma mi fa paura, un po’.
F. Mannoia

Una coltivazione cara

comincia la giornata

L’allegria è una pianta capricciosa, difficile da  coltivare, che fa poca ombra, che dura poco e che richiede cure costanti e terreno concimato, né secco né umido, né esposto ai venti, insomma una coltivazione che viene a costar cara.

Jorge Amado


L’angoscia che dà una pianura infinita

nebbia

Di ritorno alla nebbia del Cucco

La vedi nel cielo quell’ alta pressione, la senti una strana stagione?
Ma a notte la nebbia ti dice d’ un fiato che il dio dell’ inverno è arrivato.
Lo senti un aereo che porta lontano? Lo senti quel suono di un piano,
di un Mozart stonato che prova e riprova, ma il senso del vero non trova?

Lo senti il perchè di cortili bagnati, di auto a morire nei prati,
la pallida linea di vecchie ferite, di lettere ormai non spedite?
Lo vedi il rumore di favole spente? Lo sai che non siamo più niente?
Non siamo un aereo né un piano stonato, stagione, cortile od un prato…

Conosci l’ odore di strade deserte che portano a vecchie scoperte,
e a nafta, telai, ciminiere corrose, a periferie misteriose,
e a rotaie implacabili per nessun dove, a letti, a brandine, ad alcove?
Lo sai che colore han le nuvole basse e i sedili di un’ ex terza classe?

L’ angoscia che dà una pianura infinita? Hai voglia di me e della vita,
di un giorno qualunque, di una sponda brulla? Lo sai che non siamo più nulla?
Non siamo una strada né malinconia, un treno o una periferia,
non siamo scoperta né sponda sfiorita, non siamo né un giorno né vita…

Non siamo la polvere di un angolo tetro, né un sasso tirato in un vetro,
lo schiocco del sole in un campo di grano, non siamo, non siamo, non siamo…
Si fa a strisce il cielo e quell’ alta pressione è un film di seconda visione,
è l’ urlo di sempre che dice pian piano:
“Non siamo, non siamo, non siamo…”

F. Guccini


L’antidoto contro la vecchiaia

25 luglio 17

Giardino del Cucco

Sapeva leggere. Fu la scoperta più importante di tutta la sua vita. Sapeva leggere.
Possedeva l’antidoto contro il terribile veleno della vecchiaia.

Luis Sepùlveda

 


E ricordati. Io ci sarò.

uccellino cucina

Uccellino fuori dalla cucina del Cucco

E ricordati, io ci sarò.
Ci sarò su nell’aria.
Allora ogni tanto, se mi vuoi parlare, mettiti da una parte, chiudi gli occhi e cercami.
Ci si parla. Ma non nel linguaggio delle parole. Nel silenzio.

T. Terzani


Il miracolo di ogni uomo

classe ottobre 2015

classe ottobre 2015

Per un attimo la percezione della vita vissuta, della sua vita, le nascose il presente, l’orlo dell’abisso.
Che strana sensazione!
Non è possibile descriverla, non la si può condividere neanche con la persona amata, con mogli, madri, fratelli, figli, amici, padri, è un segreto del cuore, e il cuore – quand’anche lo volesse con tutte le sue forze – non lo rivelerà mai.
L’uomo tiene per sé la percezione della propria vita, non la condivide con nessuno.
Il miracolo di ogni uomo, di ogni singolo uomo – bontà, cattiveria, piacere, affetto, vergogna, pietà, timidezza, timore e stupore, tutto ciò che dall’infanzia alla vecchiaia si è depositato nella coscienza e nel subconscio –, si fonde, si riunisce nella percezione muta e segreta dell’unicità della vita umana.“

Grossman


Fino in fondo

Piero e un somarino

Piero e un somarino del Cucco

 

Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.
Altrimenti, non cominciare mai.
Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.
Ciò potrebbe significare perdere fidanzate, mogli, parenti, impieghi e forse la tua mente.
Fallo fino in fondo.
Potrebbe significare non mangiare per 3 o 4 giorni.
Potrebbe significare gelare su una panchina del parco.
Potrebbe significare prigione,
Potrebbe significare derisione, scherno, isolamento.
L’isolamento è il regalo, le altre sono una prova della tua resistenza, di quanto tu realmente voglia farlo.
E lo farai a dispetto dell’emarginazione e delle peggiori diseguaglianze.
E ciò sarà migliore di qualsiasi altra cosa tu possa immaginare.
Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.
Non esiste sensazione altrettanto bella.
Sarai solo con gli Dei.
E le notti arderanno tra le fiamme.
Fallo, fallo, fallo. FALLO!
Fino in fondo, fino in fondo.
Cavalcherai la vita fino alla risata perfetta.
È l’unica battaglia giusta che esista.

Charles Bukowski


Ti piace?

paradiso

Torta Paradiso

Quello che trasforma la vita in una benedizione non è fare ciò che ci piace, ma farci  piacere ciò che facciamo.

Goethe


In questa nera nera nave

figlio

figlio

Figlio con quali occhi
Con quali occhi ti devo vedere
Coi pantaloni consumati al sedere e queste scarpe nuove nuove
Figlio senza domani
Con questo sguardo di animale in fuga
E queste lacrime sul bagnasciuga che non ne vogliono sapere
Figlio con un piede ancora in terra
E l’altro già nel mare
Con una giacchetta per coprirti e un berretto per salutare
E i soldi chiusi dentro la cintura
Che nessuno te li può strappare
La gente oggi non ha più paura, nemmeno di rubare
Ma mamma a me mi rubano la vita
Quando mi mettono a faticare
Per pochi dollari nelle caldaie
Sotto al livello del mare
In questa nera nera nave che mi dicono
Che non può affondare
In questa nera nera nave che mi dicono che non può affondare
Figlio con quali occhi
E quale pena dentro al cuore
Adesso che la nave se ne è andata
E sta tornando il rimorchiatore
Figlio senza catene
Senza camicia, così come sei nato
Su questo Atlantico cattivo
Figlio già dimenticato
Figlio che avevi tutto e che non ti mancava niente
E andrai a confondere la tua faccia con la faccia dell’altra gente
E che ti sposerai probabilmente in un bordello americano
E avrai dei figli da una donna strana
E che non parlano l’italiano
Ma mamma io per dirti il vero, l’italiano non so cosa sia
Eppure se attraverso il mondo non conosco la geografia
In questa nera nera nave che mi dicono
Che non può affondare
In questa nera nera nave che mi dicono che non può affondare.

Francesco De Gregori


e proprio in quei momenti

pulizia siepe

Abdullahi pulisce la  siepe

Levin aveva perso ogni nozione del tempo e proprio non sapeva se fosse tardi o presto.
Nel suo lavoro si era verificato un cambiamento che gli fece grande piacere.
Mentre lavorava, aveva dei momenti nei quali dimenticava quello che faceva, si sentiva leggero, e proprio in quei momenti la falciata gli veniva fuori
uguale e bella quasi come quella di Tit.
(Lev Tolstoj, Anna Karenina)